Pavimenti lignei in Europa

ll volume d’arte “Pavimenti lignei in Europa” curato da Maria Ludovica Vertova ed edito da Electa, è stato patrocinato dalla Fondazione Guglielmo Giordano che da sempre è impegnata in diversi settori culturali .

Il parquet dalle origini a oggi

Questa opera dal valore inedito, nato appunto sotto il patrocinio della Fondazione Guglielmo Giordano, vuole raccontare l’evoluzione del parquet dalle suo origini a oggi, attraverso un’analisi approfondita di culture, stili e civiltà.  Sì, perché il parquet non è una moda attuale e un tempo non c’erano le soluzioni che possiamo trovare oggi. Le proposte odierne le potete vedere su parquet-laminati.it, ma quelle del passato si possono comprendere solo leggendo questo libro.

Una pubblicazione d’arte che colma l’immensa lacuna editoriale in questo settore. Grazie a Maria Ludovica Vertova, questo nobile materiale ha riacquistato il posto che gli spetta nell’ambito dell’architettura europea. L’opera è, infatti, uno spaccato sulla ricchezza incontrastata delle realizzazioni lignee della storia del parquet, strutture dagli importanti contenuti artistici e tecnologici. L’intento della Fondazione è proprio quello di recuperare quest’antica ricchezza architettonica, non solo valutando i vari stili ma cercando di capire il perché di un impianto piuttosto che un altro.

La storia del parquet, infatti, è lunghissima e le varie evoluzioni sono dovute alle esigenze, al territorio, alla presenza di un determinato legname in zona piuttosto che un altro, la cultura del periodo di riferimento, insomma sono tantissime le varianti che hanno definito la storia dei pavimenti di legno in Europa.

 Architettura e legno

Il volume, ovviamente, ha una struttura molto tecnica  ed è un valido mezzo di studio sia da utilizzare nell’ambito dell’architettura, sia dell’interior design. I pavimenti lignei, infatti, stanno prendendo sempre più piede come complemento d’arredo perché il parquet è bellezza, calore, salute, benessere e abilità artigiana.

È proprio questo il motivo che ha spinto la Vertova ad affrontare un aspetto architettonico poco conosciuto e affrontato in Italia: la ricchezza dei pavimenti lignei. In tutta l’Europa, compresa l’Italia del Nord,  sono presenti regge e strutture nobiliari che, con i loro pavimenti in legno, coprono un periodo che va dal Medioevo fino a raggiungere l’età contemporanea. Vere opere d’arte, strutture che tutt’oggi, gli architetti, cercano di riprodurre per ritrovare quello splendore che si è andato perdendo nel tempo. il fine dello scritto è  proprio quello di fornire tutte le informazioni che possono tornare utili a riscoprire il valore di un materiale così nobile che, nel tempo, aveva perso una parte importante della sua potenzialità.

La farfalla e il cappello alpino

Ornella Crocco, autrice della narrativa contemporanea italiana,  ci propone questo libro che si può incasellare nei romanzi classici con sfumature rosa e di avventura. “La farfalla e il cappello alpino” offre una trama interessante, di estrema bellezza in cui l’adrenalina scorre, come solo i grandi romanzi sanno fare. Il romanzo è composto da una serie di racconti che evidenziano la forza narrativa dell’autrice. Sono proprio questi a scatenare una vasta serie di emozioni: il racconto fantastico, quello struggente, quello romantico, tutti accompagnati da una profonda umanità piena di sentimenti autentici.

Il racconto inizia con la vicenda di una bimba che scrive la tradizionale letterina a Gesù Bambino e la madre, per renderla felice, vende il vestito del marito morto in guerra per poterle comprare un giocattolo, ma la bambina, nella sua letterina, chiedeva solo il vestito del suo papà per poterlo abbracciare, di notte, come se fosse ancora vicino a lei.

Tra i racconti c’è anche il piccolo Macrì orgoglioso di indossare il cappello da alpino del nonno, oppure quello di Dario, un ragazzo che desidera vincere un premio per aver scritto il tema più bello che parlerà della sua mamma, che non ha conosciuto perché morta mentre lo dava alla luce. Il filo dell’umanità che utilizza la Crocco per unire sapientemente tutti i racconti passa anche dall’ossessione di un uomo per le opere di Monet. Un caleidoscopico mondo raccontato con estrema finezza e sapienza.

I sentimenti che con autenticità riflettono le parole di questo romanzo , non cercando compassione, ma danni un nuovo volto alla vita e alle cose importanti. L’amore e la dolcezza, accompagnate di un pizzico di follia e una spolverata di fantasia lo rendono un romanzo adatto a  grandi e ragazzi che hanno voglia di immergersi in un mondo pieno di colori e luce, in cui il bene, alla fine, è sempre la vera salvezza della vita.

Michelle Cohen Corasanti: “Come il vento tra i mandorli”

L’autrice ebrea di origine americana e  stimata avvocatessa per i diritti civili, fu mandata, dalla famiglia, in Israele quando aveva 16 anni.  Al suo ritorno negli Stati Uniti, dopo sette anni, aveva una certezza in più: il diritto di dire quello che pensava. A questa donna si deve un passo molto importante: la fondazione dell’Associazione The Almond Tree Project nata per promuovere il dialogo tra il popolo israeliano e quello palestinese.

Il romanzo si srotola in Palestina, nel 1955. Qui si trova Ichmad, un ragazzino dodicenne arabo con una passione  sviscerata per la matematica. Vive con la sua famiglia in una piccola casetta e tutto il suo mondo sembra sereno e tranquillo, non potrebbe desiderare di più, fino a quando  il mondo gli crolla improvvisamente  addosso. Una mina uccide un suo famigliare e gli israeliani confiscano loro i terreni e l’abitazione e vengono trasferiti in un villaggio di collina isolato da tutto, senza acqua e luce. L’unica cosa che c’è  e attira Ichmad e suo fratello Abbas, è un mandorlo, pianta su cui i ragazzi salgono per vedere cosa fanno gli israeliani alla loro gente. Il padre del ragazzo, Baba, viene accusato ingiustamente, come tanti, di essere un terrorista e viene imprigionato a Droor, così sono i due fratelli a dover lavorare per mantenere la famiglia.

Ichmad sogna di andare all’Università, mentre Abbas considera lo studio una cosa inutile e desidera entrare nel Fronte di Liberazione per la Palestina. Quando Ichmad riuscirà a superare un concorso per entrare all’Università, il fratello decide di rompere i ponti con lui e non gli rivolge più la parola. Intanto Ichmad fa carriera e vince concorsi e borse di studio. Attorno alla vita di questi due ragazzi girano tutte le problematiche che coinvolgono i rapporti da Israele e Palestina, a partire da quelle che possono dividere un nucleo famigliare. In un lasso di tempo di circa cinquant’anni, la Corasanti è riuscita a descrivere con realismo le vicende legate alla sua terra e a quella dei vicini Palestinesi, senza propendere per uno o per l’altro. Un libro adatto a chi vuole vedere il sistema sotto un’ottica diversa e più reale.