La biblioteca Apostolica Vaticana  sceglie l’illuminazione a LED

Anche un luogo storico e importante come la Biblioteca Apostolica Vaticana, ha deciso di votarsi alla tecnologia rinnovando completamente il sistema d’illuminazione e votandosi ai Led. Qual è importanza della scelta?

Un luogo d’immensa importanza

Questa biblioteca attira, ogni anno, circa ventimila studiosi, grazie alla immensa mole di libri e documenti di valore inestimabile, qui conservati. Questo luogo di ricerca aveva la necessità di rinnovare il suo sistema d’illuminazione e la scelta è ricaduta sui Led per diversi motivi:

  • risparmio energetico, già appurato, del 60%;
  • Lunga durata;
  • Nessun tipo di manutenzione che si trasforma anche in una maggior tranquillità per gli studiosi che frequentano la biblioteca;
  • Niente raggi UV che, col passare del tempo , hanno un effetto negativo sulla carta dei preziosi libri;
  • Mancanza di calore, visto che i led non si scaldano proprio grazie al loro funzionamento. Ovviamente, dov’è presenta tanta carta, meno caldo c’è meglio è, in particolare se si tratta di carta antica.

Il sistema installato va a sostituire i vecchi tubi al neon che, oltre a richiedere spesso manutenzione, consumavano molto di più. I Led inoltre permettono di mantenere un livello di luce costante e, quindi, ottimale. I vantaggi che sono stati ottenuti nella Sala Consultazione Stampati della “Biblioteca dei Papi”, possono essere apportati in qualsiasi casa, anche la più piccola, grazie alle soluzioni proposte da tante aziende come luceled.com: non è necessario essere una grande realtà per risparmiare.

La Biblioteca dei Papi più moderna: cambia qualcosa

Quando si parla di luoghi così importanti e carichi di significato come la Biblioteca della Santa Sede, tanti pensano che ogni piccolo ammodernamento possa stravolgere, cancellare quella imponenza che lo caratterizzava. Forse alcune innovazioni potrebbero essere un po’ “invadenti”, ma in questo caso, la rivoluzione illuminotecnica, è stata accettata di buon grado da tutti, anche perché le plafoniere installate emettono luce calda. La tonalità della luce, infatti, varia e  viene misurata in gradi Kelvin e, a grandi linee, possiamo suddividere la luce dei Led in due fasce:

  • Luce calda (indicata anche con Warm) va da 0 a 3500 gradi Kelvin e spazia dal rossiccio fino al giallo tenue. Più i gradi Kelvin aumentano, più la luce si “raffredda”. Le più diffuse, in questa categoria, sono le lampade a 3000° K che emettono un colore bianco caldo, mentre tra i 3500° e i 4000° K troviamo la luce bianco neutra.
  • La luce fredda, o Cool, va dai 3600° ai 6500 ° K. A 5000°K abbiamo la luce tipica emessa dal ghiaccio! Al massimo dai gradi Kelvin, la luce raggiunge una tonalità leggermente bluastra.

A questo punto è ben comprensibile perché nella Sala Consultazione Stampati della Biblioteca della Santa Sede siano stati scelti i led a luce calda: per agevolare le consultazioni e per conservare un ambiente di un certo tono.

In Toscana c’è una delle biblioteche più piccole al mondo

In un periodo in cui tutti si vantano delle grandi costruzioni, il comune di Barga, in provincia di Lucca, può vantare la biblioteca più piccola d’Italia e questo, se ci pensate bene, è un gran vanto visto che dimostra il vero amore per la cultura.

Una vecchia cabina telefonica, ormai diventate rare a causa dell’avvento dei cellulari, è stata trasformata dall’Associazione Pro Loco insieme al comune di Barga nella biblioteca più piccola d’Italia. Il comune ha promosso il progetto e la valorizzazione della Red Thelephone Box Barga, allestita appositamente per accogliere i libri e promuovere lo scambio, anche a livello internazionale visto che è stato inserito il Bookcrossing di Barga, offrendo la possibilità di seguire il libro lungo tutto il tragitto. Il progetto vuole creare un punto d’incontro e di confronto, anche nei piccoli luoghi dove non sono presenti le grandi biblioteche.

L’idea della cabina/biblioteca, però, non è di origine italiana poiché si deve all’architetto americano John Locke l’idea di riutilizzare le cabine telefoniche in questo modo. Quello che era diventato un ingombro, è stato trasformato in un luogo a cui diffondere la cultura, a partire dalle zone più periferiche o isolate. All’inizio l’esperimento non diede grandi frutti perché la gente non sapeva come interfacciarsi al nuovo progetto, ma pian piano, con l’inserimento del Bookcrossing, le cose sono cambiate, i libri non sono più stati rubati e la diffusione di questo nuovo mezzo culturale ha pian piano colpito l’interesse degli utenti.

In Europa, a fare da apripista al progetto, è stata la Germania dove sono stati disposte, oltre alle cabine, delle mensole dove sono risposti libri consultabili liberamente. A questo punto a continuare a stimolare e sostenere il progetto devono essere le persone che usufruiscono del servizio diffondendone sempre di più l’utilizzo e la cultura, in modo che siano tanti i luoghi che prendono esempio da Barga.

La biblioteca più antica del mondo si trova in Marocco

La biblioteca più antica del mondo si chiama Khizanat al- Qarawiyyin ed è stata costruita nel IX secolo d.C. per volere di una donna: Fatima al Fihiri. Si trova nel cuore della città vecchia di Fez, in Marocco.

Dopo lunghi anni di restauro è stata riaperta al pubblico e, insieme alla moschea e all’università, rappresenta il fulcro della vita culturale e, nel  suo patrimonio, sono compresi testi antichissimi e di valore inestimabile, tanto che le serrature del portone, che racchiudeva la stanza dove erano conservati, avevano quattro chiavi affidate a quattro persone diverse. Il destino di questa biblioteca è  legato alle donne, il suo restauro, infatti, è stato eseguito dall’architetto canadese di origine marocchina Aziza Chaouni.

Oggi, in una sala a temperatura e umidità controllata sono conservati, sotto stretto controlli, i testi più antichi  fra cui si trova una versione del Corano risalente al IX secolo e scritto sulla pelle di cammello con calligrafica cufica. I testi conservati sono oltre quattromila e trattano diversi argomenti tra cui grammatica, astronomia e giurisprudenza. Fatima al Fihiri ereditò una grossa  ricchezza dal padre che era un mercante. La donna dedicò i fondi alla costruzione della mosche con all’interno il complesso universitario e la biblioteca. Fatima è descritta come una giovane donna affascinata dal sapere e incuriosita dal mondo. Seguì personalmente i lavori di costruzione eseguì le lezioni tenute da celebri professori fino a quando la vita glielo concesse.

In origine la biblioteca era aperta solo agli studiosi, ma dopo il restauro è diventata accessibile a tutto il mondo che vuole vedere l’importanza di questo antico luogo di sapere e cultura. I suoi ambienti, nell’antichità, hanno accolto i più grandi studiosi del mondo musulmano come Ibn Khaldun (storico) e Ibn Al-Arabi (filosofo). I vari ambienti sono stati tutti restaurati cercando di mantenere integra la struttura originaria e la cupola del XII secolo sarà utilizzata per ospitare mostre permanenti e temporanee.