Che cosa nasconde un libro?

Quando si prende in mano un libro, la prima cosa che ci si chiede è: di cosa parla? Chi lo ha scritto? Eppure ci sono diverse altre domande che ci si potrebbe fare, almeno una volta nella vita, giusto per appagare alcune curiosità.

Per esempio chi sa che nella biblioteca dell’Università di Harvard sono conservati diversi libri di valore storico tra cui uno del poeta Arsène Houssay, pubblicato nel 1880 e rilegato in “pelle umana”! volete conoscere il titolo per controllare? “Dei destini dell’anima”!

Esistono molti scritti misteriosi, ma il libro più incomprensibile è il Manoscritto di Voynich! È un volume composto da 204 pagine, scritte a mano e  risale al XV secolo. Indubbiamente non dovrebbe essere così incomprensibile, ma la cosa strana è proprio nella lingua in cui è scritto: non assomiglia a nessuna di quelle conosciute e nessuno è riuscito a venire a capo di questo….rompicapo!

Vi siete mai chiesto che cos’è il codice ISBN? È la sigla di International Standard Book Number  ed è composto da 13 cifre. Con questo codice univoco si può rintracciare un libro in qualsiasi libreria del mondo.

Papa Paolo VI, nel 1558, aveva istituto l’Indice dei libri proibiti e, tale elenco, abolito nel 1966, conteneva la lista dei libri che i cattolici non dovevano leggere perché erano dannosi per la fede. Chi li avesse letti, sarebbe stato scomunicato. È per questo motivo che quando qualcuno viene escluso si dice che è stato “messo all’indice”.

Quando prendete un libro in biblioteca, vi ricordate sempre di riportarlo? Ebbene, George Washington nel 1789 prese in prestito  un libro presso la Society Library di New York e si è dimenticato di restituirlo, sicuramente preso dai mille impegni. Fortunatamente c’è chi lo ha fatto per lui e con soli 221 anni di ritardo, il libro è tornato al suo posto. La distrazione sarebbe costata 300.000 dollari agli eredi del presidente, ma visto la buona fede, la multa è stata condonata.

Sapete perché quando qualcuno viene eliminato dalla nostra vita, si dice che è stato inserito nel Libro nero? È un modo di dire che risale alla Rivoluzione Francese, periodo in cui il nome dei condannati alla ghigliottina veniva scritto su un libretto nero.

Nella meravigliosa Biblioteca Malatestiana di Cesena si trova il libro più piccolo al mondo leggibile senza la lente. Si tratta di un libro stampato a Padova nel 1897 e contiene una lettera scritta da Galileo Galilei a Cristina di Lorena.

Chi ha mai sentito parlare di lipogramma? Si tratta di una bizzarria in cui si sono cimentati diversi autori: scrivere un testo utilizzando tutte le lettere dell’alfabeto, tranne una. Il premio va a Georges Perec che ha scritto un libro di 300 pagine senza utilizzare mai la lettera “e”.

Il mondo dei libri è ricco di curiosità, parola di appassionati.

Libri da leggere in un giorno per chi ha poco tempo

Ci sono tante persone che si lamentano di non avere tempo per leggere un libro lungo, oppure iniziano dieci romanzi e non ne finiscono neppure uno perché, arrivati ad un certo punto, si stufano. Dal mondo dell’editoria ci arriva un elenco di romanzi brevi che si possono leggere in un giorno, quindi perché non provare?

Partiamo da “La fattoria degli animali” di G. Orwell, un racconto satirico e allegorico sul totalitarismo sovietico. Il tutto è ambientato in una fattoria  dove gli animali si ribelleranno all’uomo, stanchi di essere sottomessi e sfruttati. A prendere il controllo della fattoria saranno i maiali, ideatori della rivolta. Da leggere perché tra un sorriso e l’altro nascono profonde riflessioni sul genere umano.

Il fondamentalista riluttante” di Moshin Hamid racconta la storia di Changez, un laureato pakistano uscito brillantemente da Princeton. Il dramma dell’11 settembre lo porterà a rianalizzare la fede islamica che aveva abbandonato per abbracciare il modello di vita occidentale. Un racconto imperniato sia sulla politica che sull’identità culturale e i vari compromessi.

Guida galattica per li autostoppisti” di Douglas Adams. Questo è il primo libro di una serie di fantascienza umoristica: “Trilogia in cinque parti”. Due surreali e stravaganti viaggiatori delle galassie, Arthur Dent e Ford Perfect scoprono un piccolo pianeta di un brillante color acquamarina. Qui le forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono a livello ancora molto primitivo ma regaleranno momenti veramente inattesi. Da leggere per farsi due sane risate.

Il risveglio” di Kate Chopin è un romanzo adatto a chi vuole conoscere qualcosa di reale sulla libertà della donna, anche sotto l’aspetto personale. Edna Pontellier è una giovane donna di inizio ‘900, molto bella, sposata ad un uomo d’affari e madre di due figli. Un giorno s’innamora di Robert e dopo aver riflettuto a lungo, si rende conto che non ha nulla a che fare con quel mondo in cui ha vissuto fino a quel momento. Ha così inizio la sua relazione extraconiugale che culmina con l’abbandono del marito. Purtroppo si troverà ad affrontare la solitudine, in modo tragico e definitivo. Un libro  adatto a questi tempi in cui si parla spesso di femminicidio, perché la libertà morale della donna non si è mai raggiunta.

“Tu” di Roberto Incagnoli

Un monosillabo che racconta tante cose. Un racconto scritto da Roberto Incagnoli, direttore editoriale di Lettere Animate che ha avuto un grosso sostegno da parte di  Writer’s Dream e Dandelion. Con Aphorism.it, invece, ha stretto un sodalizio che porterà alla creazione di una collana “I destrieri”. Proprio a lui si deve l’ebook “Tu” in cui racconta la storia di un bambino devastato dall’abbandono e dal suo ricordo. Il piccolo Marco, questo il nome del personaggio dell’ebook di Roberto Incagnoli, si trova bambino ad dover affrontare la vita con la maturità di un adulto, maturità che porta i segni del passato come solchi incisi nell’anima. Marco ovviamente non si fida delle persone, fatica a socializzare ed è sempre in preda ad ansie e demoni da combattere e sconfiggere: la delusione nell’essere umano è stata troppo forte.

La sua forza, però, arriva proprio dal non voler trasformare i suoi drammi in alibi, vuole combattere e vivere la vita, trasformando la debolezza in forza, imponendosi degli obbiettivi da raggiungere, in modo da creare una felicità che, purtroppo è sempre molto flebile. Il mondo del lavoro, l’amore e la sua forte ambizione sono i soli mezzi che lo aiutano ad affrontare questa gara contro il dolore, gara che lo porta continuamente a fronteggiare i suoi demoni senza poter godere neppure dei piccoli risultati. All’improvviso però, una scoperta inattesa, ma importante e forte lo porterà alla vera svolta della vita, concedendogli la tanto sperata e agognata rinascita.

Parole di speranza e di forza che spingono inesorabilmente a reagire davanti a qualsiasi ostacolo, a non abbandonarsi mai. Dimostra che ognuno può trovare solo dentro di sé la forza per combattere le paure che si annidano nell’anima. Un racconto fluido, bello, di speranza e di energia positiva, dove il buio del dolore viene illuminato dal cerino della speranza, fino a quando non scoppia la luce della rinascita.

A scuola accompagnati

La normativa che obbliga il ritiro da scuola dei figli al di sotto dei 14 anni ha scatenato diverse  polemiche, ma analizziamo il fronte dei sì e dei no.

Sfavorevoli moltissimi genitori che ritengono la cosa una vera assurdità, che non hanno tempo da perdere perché lavorano e non hanno il dono dell’ubiquità: insomma, i figli si devono arrangiare. D’altro canto anche gli studenti sono contrari a questa regola che gli toglie la libertà di fare quello che vogliono nel tragitto scuola casa. “In fondo – sostengono –  il pomeriggio giriamo sempre soli con i nostri amici”.

Quindi genitori, alunni, nonni, baby sitter sono tutti contrari a questa presa di posizione eppure, se succede qualcosa all’uscita della scuola, sono i primi a scatenarsi contro gli operatori scolastici perché dovevano controllare, guardare, non lasciare uscire l’alunno. Quindi il problema non è che il minore non deve essere accompagnato, semplicemente non hanno voglia di farlo i diretti responsabili: i genitori.

Con questa normativa gli operatori scolastici, invece, hanno proprio voluto sottolineare che la loro responsabilità finisce quando terminano le lezioni. Ancora una volta viene tirato in ballo il ruolo educativo del genitore che ormai si è perso da anni e la tendenza di scaricare questo ruolo sulla società, quasi che il compito del genitore finisse nel momento in cui il figlio è stato messo al mondo.

L’aspetto veramente drammatico di questa situazione è il rimpallo di responsabilità tra la famiglia e la scuola per un ruolo che toccherebbe esclusivamente al nucleo famigliare. Comunque, per risolvere il problema. facendo scuole e genitori contenti, basterebbe, al momento dell’iscrizione, far compilare un documento ufficiale, predisposto dal Ministero dell’Istruzione, in cui si esenta la scuola da qualsiasi responsabilità  dal momento in cui suona la campanella di fine lezioni e che autorizzano i figli a tornare a casa da soli, il tutto completato firmato da entrambe i genitori. In questo modo sarebbero risolte tutte le varie diatribe.

Dislessia: ad ognuno il suo ruolo

La dislessia colpisce sempre un numero maggiore di bambini, ma spesso viene sottovalutata e non riconosciuta fino a quando, il disturbo, non può più essere corretto completamente. Premesso che se preso in tempo e con le giuste modalità la dislessia può essere tranquillamente recuperata, dobbiamo tener presente che il primo aiuto parte proprio dalla famiglia che ha il bambino sotto gli occhi fin dalla sua nascita.  Quando si notano anomalie nel linguaggio, difficoltà davanti a certi ostacoli è bene mettersi in moto partendo con una consultazione del pediatra. È importante intervenire il prima possibile per evitare strascichi durante la crescita e per agevolare il più possibile il bambino nel suo rapporto con la scuola. Per la diagnosi, uno staff di specialisti valuterà elementi come il tempo di lettura, il  numero di errori commessi, la comprensione, l’autonomia, il modo di scrivere (disgrafia), l’eventuale inversione dei numeri (discalculia) ed una serie di riflessi e tempistiche.

Attenzione! Un bambino dislessico, non è un bambino ritardato, quindi la certificazione, prima di essere richiesta, andrebbe accuratamente valutata poiché può essere più nociva che altro. Per intenderci, un bambino lento nel leggere, ma che comprende il testo senza problemi e, anche se con errori, svolge i compiti da solo, può presentare un lieve grado di dislessia ma è un problema che con un po’ di lettura e di aiuto nei compiti risolverà tranquillamente.

Secondo gli studiosi, il ruolo educativo dei genitori è il fondamento necessario ad individuare e risolvere il problema della dislessia. L’attenzione e la spinta deve venire principalmente dalla famiglia, solo in seguito e nei casi più gravi si chiameranno in campo psicologi, logopedisti, neurologi, e operatori scolastici. Oggi sono molti gli strumenti a favore di chi è dislessico, ma questo non vuol dire che i bambini non vadano stimolati e aiutati a farne a meno.

Un ebook ci aiuta a capire i bisogni dei bambini

Un ebook nato per aiutare a valutare lo sviluppo psicofisico del bambino, è indirizzato ad operatori scolastici e pediatri ma anche ai genitori che sono i primi ad avere un impatto emotivo con lui.

Il titolo “Tutti Diversi. Tutti Uguali” è molto intuitivo e ci indica come i bambini, sì rientrano tutti nella grande categoria stabilita dall’età, sì hanno tutti delle esigenze basilari comuni ma, nonostante ciò, ogni bambino è unico e ha dei bisogni speciali che vanno soddisfatti. L’ebook fa parte del progetto Leggere per Crescere, nato nel 2001 grazie alla responsabilità sociale di GSK. È la chiusura di un percorso di sperimentazione e condivisione che ha riscosso molto successo tra gli studiosi sia italiani che stranieri. Il cammino di questo progetto ha coinvolto 700 mila famiglie, 71 ospedali e 12 mila operatori scolastici, tutti diffusi sul territorio italiano.

Angelo Lascioli, Professore Associato di Pedagogia Speciale all’Università di Verona, ha spiegato che: “Nel testo vengono ampiamente riportate le esperienze condotte sul territorio di Verona dove si è sperimentato un modello di rilevazione di possibili condizioni di bisogno educativo speciale fra i bambini che frequentavano i servizi educativi 0-6 anni”. L’intento dell’ebook è quello di aiutare ad individuare le problematiche dell’infanzia, non di effettuare diagnosi.

Il triangolo che deve lavorare per il sostegno del bambino  ha, come colonne portanti, la famiglia, la scuola e il pediatra. Proprio per questo motivo, Giampiero Chiarimenti, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, ha dichiarato: “Avere a disposizione un ebook come questo significa per noi poter disporre di metodi di valutazione utilissimi in questa sfida che quotidianamente portiamo avanti nei nostri ambulatori. Per questo in tutti gli studi dei pediatri favoriremo la lettura di questo volume, consigliandola anche ai genitori che potranno così disporre di un testo in grado di aiutarli a scoprire le meravigliose e uniche potenzialità del loro bambino”. Questo dimostra appieno la validità dell’ebook di Leggere per Crescere.

La farfalla e il cappello alpino

Ornella Crocco, autrice della narrativa contemporanea italiana,  ci propone questo libro che si può incasellare nei romanzi classici con sfumature rosa e di avventura. “La farfalla e il cappello alpino” offre una trama interessante, di estrema bellezza in cui l’adrenalina scorre, come solo i grandi romanzi sanno fare. Il romanzo è composto da una serie di racconti che evidenziano la forza narrativa dell’autrice. Sono proprio questi a scatenare una vasta serie di emozioni: il racconto fantastico, quello struggente, quello romantico, tutti accompagnati da una profonda umanità piena di sentimenti autentici.

Il racconto inizia con la vicenda di una bimba che scrive la tradizionale letterina a Gesù Bambino e la madre, per renderla felice, vende il vestito del marito morto in guerra per poterle comprare un giocattolo, ma la bambina, nella sua letterina, chiedeva solo il vestito del suo papà per poterlo abbracciare, di notte, come se fosse ancora vicino a lei.

Tra i racconti c’è anche il piccolo Macrì orgoglioso di indossare il cappello da alpino del nonno, oppure quello di Dario, un ragazzo che desidera vincere un premio per aver scritto il tema più bello che parlerà della sua mamma, che non ha conosciuto perché morta mentre lo dava alla luce. Il filo dell’umanità che utilizza la Crocco per unire sapientemente tutti i racconti passa anche dall’ossessione di un uomo per le opere di Monet. Un caleidoscopico mondo raccontato con estrema finezza e sapienza.

I sentimenti che con autenticità riflettono le parole di questo romanzo , non cercando compassione, ma danni un nuovo volto alla vita e alle cose importanti. L’amore e la dolcezza, accompagnate di un pizzico di follia e una spolverata di fantasia lo rendono un romanzo adatto a  grandi e ragazzi che hanno voglia di immergersi in un mondo pieno di colori e luce, in cui il bene, alla fine, è sempre la vera salvezza della vita.

Michelle Cohen Corasanti: “Come il vento tra i mandorli”

L’autrice ebrea di origine americana e  stimata avvocatessa per i diritti civili, fu mandata, dalla famiglia, in Israele quando aveva 16 anni.  Al suo ritorno negli Stati Uniti, dopo sette anni, aveva una certezza in più: il diritto di dire quello che pensava. A questa donna si deve un passo molto importante: la fondazione dell’Associazione The Almond Tree Project nata per promuovere il dialogo tra il popolo israeliano e quello palestinese.

Il romanzo si srotola in Palestina, nel 1955. Qui si trova Ichmad, un ragazzino dodicenne arabo con una passione  sviscerata per la matematica. Vive con la sua famiglia in una piccola casetta e tutto il suo mondo sembra sereno e tranquillo, non potrebbe desiderare di più, fino a quando  il mondo gli crolla improvvisamente  addosso. Una mina uccide un suo famigliare e gli israeliani confiscano loro i terreni e l’abitazione e vengono trasferiti in un villaggio di collina isolato da tutto, senza acqua e luce. L’unica cosa che c’è  e attira Ichmad e suo fratello Abbas, è un mandorlo, pianta su cui i ragazzi salgono per vedere cosa fanno gli israeliani alla loro gente. Il padre del ragazzo, Baba, viene accusato ingiustamente, come tanti, di essere un terrorista e viene imprigionato a Droor, così sono i due fratelli a dover lavorare per mantenere la famiglia.

Ichmad sogna di andare all’Università, mentre Abbas considera lo studio una cosa inutile e desidera entrare nel Fronte di Liberazione per la Palestina. Quando Ichmad riuscirà a superare un concorso per entrare all’Università, il fratello decide di rompere i ponti con lui e non gli rivolge più la parola. Intanto Ichmad fa carriera e vince concorsi e borse di studio. Attorno alla vita di questi due ragazzi girano tutte le problematiche che coinvolgono i rapporti da Israele e Palestina, a partire da quelle che possono dividere un nucleo famigliare. In un lasso di tempo di circa cinquant’anni, la Corasanti è riuscita a descrivere con realismo le vicende legate alla sua terra e a quella dei vicini Palestinesi, senza propendere per uno o per l’altro. Un libro adatto a chi vuole vedere il sistema sotto un’ottica diversa e più reale.

In Toscana c’è una delle biblioteche più piccole al mondo

In un periodo in cui tutti si vantano delle grandi costruzioni, il comune di Barga, in provincia di Lucca, può vantare la biblioteca più piccola d’Italia e questo, se ci pensate bene, è un gran vanto visto che dimostra il vero amore per la cultura.

Una vecchia cabina telefonica, ormai diventate rare a causa dell’avvento dei cellulari, è stata trasformata dall’Associazione Pro Loco insieme al comune di Barga nella biblioteca più piccola d’Italia. Il comune ha promosso il progetto e la valorizzazione della Red Thelephone Box Barga, allestita appositamente per accogliere i libri e promuovere lo scambio, anche a livello internazionale visto che è stato inserito il Bookcrossing di Barga, offrendo la possibilità di seguire il libro lungo tutto il tragitto. Il progetto vuole creare un punto d’incontro e di confronto, anche nei piccoli luoghi dove non sono presenti le grandi biblioteche.

L’idea della cabina/biblioteca, però, non è di origine italiana poiché si deve all’architetto americano John Locke l’idea di riutilizzare le cabine telefoniche in questo modo. Quello che era diventato un ingombro, è stato trasformato in un luogo a cui diffondere la cultura, a partire dalle zone più periferiche o isolate. All’inizio l’esperimento non diede grandi frutti perché la gente non sapeva come interfacciarsi al nuovo progetto, ma pian piano, con l’inserimento del Bookcrossing, le cose sono cambiate, i libri non sono più stati rubati e la diffusione di questo nuovo mezzo culturale ha pian piano colpito l’interesse degli utenti.

In Europa, a fare da apripista al progetto, è stata la Germania dove sono stati disposte, oltre alle cabine, delle mensole dove sono risposti libri consultabili liberamente. A questo punto a continuare a stimolare e sostenere il progetto devono essere le persone che usufruiscono del servizio diffondendone sempre di più l’utilizzo e la cultura, in modo che siano tanti i luoghi che prendono esempio da Barga.

La biblioteca più antica del mondo si trova in Marocco

La biblioteca più antica del mondo si chiama Khizanat al- Qarawiyyin ed è stata costruita nel IX secolo d.C. per volere di una donna: Fatima al Fihiri. Si trova nel cuore della città vecchia di Fez, in Marocco.

Dopo lunghi anni di restauro è stata riaperta al pubblico e, insieme alla moschea e all’università, rappresenta il fulcro della vita culturale e, nel  suo patrimonio, sono compresi testi antichissimi e di valore inestimabile, tanto che le serrature del portone, che racchiudeva la stanza dove erano conservati, avevano quattro chiavi affidate a quattro persone diverse. Il destino di questa biblioteca è  legato alle donne, il suo restauro, infatti, è stato eseguito dall’architetto canadese di origine marocchina Aziza Chaouni.

Oggi, in una sala a temperatura e umidità controllata sono conservati, sotto stretto controlli, i testi più antichi  fra cui si trova una versione del Corano risalente al IX secolo e scritto sulla pelle di cammello con calligrafica cufica. I testi conservati sono oltre quattromila e trattano diversi argomenti tra cui grammatica, astronomia e giurisprudenza. Fatima al Fihiri ereditò una grossa  ricchezza dal padre che era un mercante. La donna dedicò i fondi alla costruzione della mosche con all’interno il complesso universitario e la biblioteca. Fatima è descritta come una giovane donna affascinata dal sapere e incuriosita dal mondo. Seguì personalmente i lavori di costruzione eseguì le lezioni tenute da celebri professori fino a quando la vita glielo concesse.

In origine la biblioteca era aperta solo agli studiosi, ma dopo il restauro è diventata accessibile a tutto il mondo che vuole vedere l’importanza di questo antico luogo di sapere e cultura. I suoi ambienti, nell’antichità, hanno accolto i più grandi studiosi del mondo musulmano come Ibn Khaldun (storico) e Ibn Al-Arabi (filosofo). I vari ambienti sono stati tutti restaurati cercando di mantenere integra la struttura originaria e la cupola del XII secolo sarà utilizzata per ospitare mostre permanenti e temporanee.